Cosa ci fa un giornale a scuola? Potremmo spendere pagine e pagine per rispondere alla domanda con cui si apre questo progetto editoriale targato Agnelli, ma proveremo a farlo in poche righe. Anzi, visto che parliamo di giornalismo, lo faremo in una cartella, che corrisponde a 1800 battute spazi inclusi.

Un giornale è prezioso perché a scuola ci sono un sacco di storie da pescare in un mondo che non brulica soltanto al di qua del cancello, tra aule, cortile e sala mensa, ma che scalpita anche nelle teste dei ragazzi e dei loro insegnanti, quando ciascuno se ne torna a casa.

Perché scrivere è bello e perché scrivendo si lascia un segno.

Perché un giornale ti permette di informare e di informarti, di venire a conoscenza di iniziative che si ignoravano, di confrontarti su questioni che prima non ti avevano coinvolto.

Un giornale è fermento, è fantasia, è voglia di raccontare.

Il giornale è una palestra di crescita, perché ti permette di confrontarti con altre persone e con altre teste pensanti diverse dalla tua.

Il giornale è un lavoro di squadra, e mai come adesso è importante imparare a giocare insieme, tutti dalla stessa parte.

Il giornale abbatte le barriere, perché spesso scrivere è più facile che parlare e tira giù i muri della comunicazione.

Il giornale ti permette di conoscere meglio compagni con cui fino a poco tempo fa avevi scambiato solo poche battute e di irrobustire rapporti già consolidati.

Il giornale è apprendimento, perché implica un esercizio. Poco importa che sia di scrittura, di impaginazione, di fotografia o di riprese video: è sempre un’occasione di arricchimento culturale.

Il giornale è una grande responsabilità, perché chi ci lavora è insignito di un ruolo importante: coinvolgere ancora più persone in un progetto che vuole diventare un mattone importante dell’istituto e raccontare a tutti il grande cuore pulsante della scuola che ciascuno di noi ha scelto.

 PAOLA STROCCHIO

Giornalista, Rappresentante dei genitori delle Superiori

…amica dell’Agnelli

Maggio 2020

Siamo ad un passo dalla fine dell’anno scolastico 2020/2021. Negli ultimi due anni purtroppo, tutto il mondo, scolastico e non ha subito una paradossale trasformazione della routine. Purtroppo dal febbraio del 2020, il normale concetto di calendario scolastico, la programmazione, le tradizioni perpetrate negli anni dell’Agnelli hanno subito un grosso sconvolgimento.

La pandemia mondiale per il Covid-19, i vari decreti dei governi, la Didattica a Distanza, le chiusure al 100%, 50%, 75%,  di nuovo 50%, il “liberi tutti” seguito a breve da un “chiudi tutto”, hanno sconquassato quello che era il concetto di normalità.

L’Agnelli, però non si è fermato, si è trasformato. Ha saputo mantenere, seppur mutando i mezzi di comunicazione, alcuni principi. Il direttore Don Claudio Belfiore, i due coordinatori della didattica delle Superiori e Medie, il preside Bosco Giovanni e la preside Menzio Luisa, con i loro rispettivi collegi docenti, si sono mobilitati da subito e, seppur con sistemi differenti dalla canonica lezione in presenza, hanno fatto in modo che la didattica, nonostante la frenata improvvisa, non si fermasse.

Su queste dinamiche, per fortuna, l’Istituto, è stato lungimirante. Molti docenti, già prima del lockdown, stavano lavorando con la Suite di Google e quindi, appena i vari Ministeri fecero partire la sirena del “tutti a casa”, eravamo già pronti.

Nonostante le grandi difficoltà per la distanza dei ragazzi, i catechisti Don Ugo Bussolino, alle superiori, e Don Claudio Ghione, alle medie, hanno saputo essere un punto di riferimento e una forza su cui poggiarsi.

La loro indefessa forza di volontà e le loro opere pastorali, anche in questo gravoso contesto, non si sono arrestate, nemmeno davanti alle difficoltà della malattia.

L’Istituto Agnelli quindi, non si è fermato e a differenza di altre scuole italiane, ha continuato il suo, seppur differente, ciclo di vita.

Ma il futuro ci dona (come in copertina) un bel tramonto arancione e la speranza di un domani migliore illumina la strada

 …e quindi, riempiamo di nuovo la nostra scuola!

 IL PRESENTE ALL’AGNELLI

Quest’opera, tra le tante utilità, ha anche una funzione storico/descrittiva. Questa narrazione infatti, vuole essere utile per il futuro, con il fine di diventare una fonte storica sicura per coloro che, magari tra qualche anno, abbiano il desiderio di conoscere cosa è accaduto in questo periodo tra queste mura. Vogliamo infatti, fare in modo che tutto questo che ora noi stiamo vivendo non si perda nelle effimere spire del tempo, “come lacrime nella pioggia.”

 Vogliamo infatti, immaginare in un futuro bellissimo, la figlia del professor Negro, Adele, o Elettra e Fedora, le figlie delle prof.ssa Randone,  che, bellissime settantenni, leggendo queste parole ormai invecchiate, mostreranno ai loro rispettivi nipotini le belle pagine che hanno metaforicamente scritto i loro baldi genitori, all’Agnelli, negli anni ‘20 del XI secolo.

Loro come tanti altri…